La “Lupa” è indiscutibilmente il simbolo per antonomasia che rappresenta ROMA, la tradizione vuole che la nascita o meglio la “fondazione” di Roma sia datata 21 aprile 753 a.C. da Romolo e Remo, questa data chiamata anche Natale di Roma è ancora oggi festeggiata.
Romolo e Remo, due gemelli nati dalla vestale Rea Silvia e del dio Marte nipoti di Numitore re di Alba Longa , furono abbandonati secondo la leggenda sulle sponde del Tevere vennero trovati e allevati da una lupa.
Il mito della lupa è da ricercare nel fatto che nella religione pagana la lupa era un animale sacro al dio Marte ma al sacro va aggiunto il profano. In latino il termine “lupa” significa “prostituta” quindi i fondatori di Roma secondo questa versione poco edificate sarebbero stati allevati, allattati o nati da una prostituta sarebbero “figli della lupa”. Il termine “figli della lupa” fu utilizzato durante il ventennio fascista per indicare i bambini tra i cinque e gli otto anni inquadrati nell’organizzazione ricreativa rivolta all’educazione fisica e morale secondo i canoni fascisti.
Presso il Capidoglio è possibile vedere una scultura della lupa risalente al V secolo a.C. probabilmente di origine etrusca che meglio rappresenta e immortala il mito. I due gemelli che si possono osservare oggi sono stati realizzati da Antonio Pollaiolo nel 1473. L’attuale collocazione nel palazzo dei conservatori risale al 1586. Di questa statua ne esiste una copia a Montecitorio e un’altra copia sempre in Campidoglio ma all’esterno del Palazzo Senatorio.
La lupa capitolina è una scultura di bronzo, custodita ai Musei Capitolini, a dimensioni approssimativamente naturali. Viene tradizionalmente considerata di fattura etrusca, si ritiene che sia stata fusa nella bassa valle tiberina e che si trovi a Roma sin dall’antichità. Secondo studi più recenti, invece, si tratterebbe di un bronzo di epoca medievale; tali supposizioni sono state confermate dai test al carbonio condotti dall’università del Salento.
Secondo il mito, la vestale Rea Silvia venne violentata dal dio Marte e partorì due gemelli. Il nonno dei gemelli, Numitore, fu scacciato dal trono di Alba Longa dal fratello Amulio. Per evitare che i nipoti, diventati adulti, potessero rivendicare il trono usurpato, Amulio ordinò che fossero gettati nel Tevere in una cesta. Questa cesta si incagliò sul fiume alle pendici di un colle, dove i gemelli furono trovati da una lupa che si prese cura di loro finché non furono trovati dal pastore Faustolo. L’antro della lupa era il leggendario lupercale presso il colle Palatino.
La statua è l’icona stessa della fondazione della città. Le fonti antiche parlano di due statue bronzee della Lupa, una nel Lupercale, l’altra nel Campidoglio. La prima statua, quella del Palatino, è citata nel 295 a.C., quando i due edili, Quinto Fabio Pittore e Quinto Ogulnio Gallo, le aggiunsero una coppia di gemelli. L’avvenimento, in base al racconto di Tito Livio, risale al 296 a.C. e si rese possibile grazie al denaro che gli stessi edili curuli confiscarono agli usurai. Non possediamo alcun indizio sicuro sul gruppo degli Ogulni, anzi il passo di Livio ha dato il via a due diverse interpretazioni, che considerano i gemelli come parte di un gruppo unitario o come un’aggiunta successiva ad un’immagine più antica della lupa. Cicerone riporta come il simulacro capitolino venne colpito da un fulmine nel 65 a.C. e da allora non venne riparato.
Il dinamismo della posa e il dimensionamento dei gemelli raffigurati sulle monete d’argento sono stati considerati testimonianza del carattere ellenico del modello. Ciò che colpisce, tuttavia, è il carattere emblematico dell’immagine concepita come allegoria di un intero racconto di fondazione.
Le prime notizie sicure su questa statua risalgono al X secolo, quando si trovava incatenata sulla facciata o all’interno del palazzo del Laterano.”Processi ed esecuzioni “alla lupa” sono registrate di tanto in tanto fino al 1450. La Lupa era conservata con altri monumenti, come l’iscrizione bronzea della lex de imperio Vespasiani, che venivano esposti come cimeli per attestare la continuità tra Impero romano e papato, tra antichità e medioevo. La statua venne poi ospitata fino al 1471 nella chiesa di San Teodoro, che si trova tra il Palatino ed il Campidoglio. In quell’anno fu donata da Sisto IV della Rovere al “popolo romano” e da allora si trova nei Musei Capitolini, nella Sala della Lupa.
La scultura rappresenta una lupa che allatta una coppia di piccoli gemelli, che rappresentano i leggendari fondatori della città, Romolo e Remo. Quest’ultime due figure furono aggiunte nel tardo XV secolo, forse da Antonio del Pollaiolo, in accordo con la storia di Romolo e Remo: in un’incisione su legno delle Mirabilia Urbis Romae (Roma, 1499), appare già con i due gemelli.