Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Gruppo del laocoonte

Il gruppo scultoreo del Laocoonte ed i suoi figli, noto anche con il nome di Gruppo del Laocoonte, è una scultura monumentale di marmo che si trova a Roma, ai Musei Vaticani, nel Museo Pio-Clementino e raffigura il famoso episodio narrato nell’Eneide che vede il troiano Laocoonte ed i suoi figli assaliti da serpenti marini.

Il Gruppo del Laocoonte, composto da più parti distinte, raffigura Laocoonte ed i suoi due figli Antifante e Timbreo mentre sono strangolati da serpenti marini. Nell’Eneide Virgilio descrive l’episodio come la vendetta di Poseidone per il tentativo di Laocoonte di opporsi all’ingresso del Cavallo di Troia nella città.

Il sacerdote di Apollo viene stretto con i suoi figli dai serpenti di mare inviati da Poseidone. La sua posa è instabile perché nel tentativo di liberarsi dalla stretta dei serpenti Laocoonte richiama tutta la sua forza. I suoi arti e il suo corpo assumono una posa pluridirezionale e in torsione, che si slancia nello spazio. L’espressione dolorosa del suo viso unita al contesto e la scena danno una resa psicologica notevole e quasi teatrale.

Varie date sono state proposte per questa statua, forse copia di un originale bronzeo ellenistico, dalla metà del II secolo a.C. alla metà del I secolo d.C. Alcune iscrizioni trovate a Lindos, sull’isola di Rodi fanno risalire la presenza di Agesandro e Atanodoro ad un periodo successivo al 42 a.C., ed in questo modo la data più probabile per la creazione del Laocoonte deve essere compresa tra il 40 ed il 20 a.C., per una ricca casa patrizia, o più probabilmente per una committenza imperiale (Augusto, Mecenate), anche se il Laocoonte sembra lontano dallo stile neoattico in auge nel periodo. Visto il luogo di ritrovamento è anche possibile che la statua sia appartenuta, per un periodo, a Nerone.

La scoperta del Laocoonte ebbe enorme risonanza tra gli artisti e gli scultori ed influenzò significativamente l’arte rinascimentale italiana e nel secolo successivo la scultura barocca. Si sa che Michelangelo fu particolarmente impressionato dalla rilevante massa della statua e dal suo aspetto sensuale, in particolare nella rappresentazione delle figure maschili. Molti dei lavori di Michelangelo successivi alla scoperta, come lo Schiavo ribelle e lo Schiavo morente, furono influenzati dal Laocoonte. Molti scultori si esercitarono sul Laocoonte facendone calchi e copie anche a grandezza naturale.

Il re di Francia insistette molto per avere la statua dal papa o almeno una sua copia. A tal fine, intorno al 1520, lo scultore fiorentino Baccio Bandinelli ricevette l’incarico dal cardinale Giulio de’ Medici papa Clemente VII Medici, di farne una copia, oggi agli Uffizi. Il re di Francia, però, dovette accontendarsi di inviare, intorno al 1540, lo scultore Francesco Primaticcio a Roma per ricavarne un calco per ricavarne una copia in bronzo destinata a Fontainebleau. Un’altra copia si trova nel Gran Palazzo dei Cavalieri di Rodi a Rodi. Una copia in gesso, appartenuta a Mengs, si trova nell’Accademia di belle arti di Roma.

Il fascino della scultura coinvolse per secoli artisti ed intellettuali come Gian Lorenzo Bernini, Orfeo Boselli, Winckelmann e Goethe, diventando il fulcro della riflessione settecentesca sulla scultura.

La tragica mobilità di questa statua è uno dei temi nel saggio Laokoön, di Lessing, uno dei primi classici di critica dell’arte.

2 commenti su “Laocoonte”

    • Adoro l’arte in tutte le sue forme, forse da sviluppatore e marketer la apprezzo di più, in quanto tra codici e sistemi di vendita su web riconosco ancor di più l’unicità e la bellezza di molte opere; mi fa piacere scoprire un’altra persona innamorata dell’arte!

Lascia un commento

Giada B.

Ho trovato in Dynamic Devotion il giusto partner per allargare la nostra visibilità su Internet, sito, posizionamento e parecchi consigli per la gestione (e autogestione)

Leggi Tutto »

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi